VINCENZO PILOTTI E
RESIDENZA DELLA MARINA

VINCENZO PILOTTI E
RESIDENZA DELLA MARINA

vincenzo pilotti
residenza della marina

L’edificio Residenza della Marina è realizzato sui canoni estetici ed architettonici tramandatici dall’architetto-ingegnere Vincenzo Pilotti, a testimonianza che la sua opera ha lasciato un’influenza indelebile nel tempo e i principi del movimento architettonico a cui lui si può ricondurre, il Razionalismo Italiano, rappresentano le basi della concezione progettuale contemporanea e di quella che si può intravedere per il futuro.

Vincenzo Pilotti è uno dei più importanti architetti italiani della prima metà del Novecento. Di genitori teramani Carlo e Antonia Montani, nasce il 13 febbraio 1872 nella frazione di Marino del Tronto, comune di Ascoli Piceno e muore nella stessa città natale il 22 marzo 1956.

Dotato di spiccate doti artistiche per il disegno e la musica, completa i suoi studi all’Istituto di Belle Arti prima di Roma e poi di Firenze. Diventa quindi architetto nel 1897, poi nel 1914 consegue a Roma anche il Diploma di Ingegnere Architetto presso l’Università La Sapienza.

Si forma in un periodo di grande fervore culturale e di grandi cambiamenti; la nascita dell’industria moderna nei primi anni del XX secolo, spinge a ricercare l’efficienza e la produttività: l’edificio deve essere funzionale allo scopo per cui è stato creato e deve servirlo nel miglior modo possibile. Si predilige la funzionalità anche a scapito della bellezza. L'ornamento fine a sé stesso viene rifiutato, si definisce la necessità di una stretta connessione tra forma e funzione, si utilizzano nuovi materiali e nuove tecnologie costruttive, quali ad esempio il calcestruzzo armato. Da questi presupposti, si inizierà ad utilizzare elementi prefabbricati e a definire degli standard funzionali che consentano di semplificare l’edificazione riducendo i tempi e i costi di realizzazione.

Tale nuova concezione viene indicata come Funzionalismo ed è alla base dello sviluppo del Razionalismo Italiano e anche di tutto il Movimento Moderno Europeo.

In questo nuovo scenario industriale e culturale, alcuni architetti seguono i canoni integrali del Razionalismo al contempo altri cercano di superare la precedente architettura, umbertina e liberty, attraverso anche la riproposizione dei canoni classici dando vita al Neoclassicismo Semplificato di cui Marcello Piacentini fu l’ideologo e che nelle opere pubbliche, negli anni Trenta si caratterizzò nello stile del Monumentalismo – Littorio.

Il Razionalismo Italiano si sviluppa quindi mescolandosi con il Neoclassicismo Semplificato, più consono alle esigenze estetiche del fascismo; il regime voleva essere al passo coi tempi, dinamico e moderno e tendeva per quanto possibile ad inglobare all'interno della cultura ufficiale le novità dell'architettura moderna razionalista proposta dai giovani architetti. Al contempo non poteva rinunciare al simbolico e retorico richiamo alle glorie della romanità imperiale e Piacentini seppe proporre uno schema di architettura che sintetizzasse queste esigenze.

Pilotti si muove, con la sua attività estremamente prolifica all’interno di questo contorno culturale a secondo della specificità dell’opera, dei materiali e della richiesta della committenza, elaborando uno stile progettuale variegato e trasversale al panorama architettonico del tempo. Fu dotato di un immaginario architettonico vastissimo e i suoi lavori riguardarono anche importanti opere ingegneristiche.

Dopo l’incarico di professore presso l’Università di Pisa nel 1908, progetta in collaborazione con l’artista conterraneo Adolfo De Carolis, a cui era legato da sincera amicizia, l’aula magna dell’Università di Pisa inaugurata nel 1923. Nell’ambiente pisano conosce Giacomo Puccini per il quale progetta la residenza di Viareggio e, alla morte nel 1925, la cappella funebre a Torre del Lago, ancora insieme a De Carolis e allo scultore Antonio Mariani. Tra le altre opere più note, spiccano il secondo posto del progetto per la Cattedrale di La Spezia (1929) e il riconoscimento per il progetto per la Biblioteca nazionale di Firenze.

È durante il regime fascista ed in particolare negli anni Trenta (1927-1935) che Pilotti vede realizzarsi i suoi progetti più ambiziosi per il nuovo centro civico di Pescara con l’edificazione dei maggiori edifici pubblici: il Palazzo del Governo, il Duomo, il Vescovado, il Tribunale, il Palazzo Comunale, il Liceo Ginnasio D’Annunzio, la Camera di Commercio e molte altre.

Lavora con uguale impegno ad Ascoli e a Teramo dove anche qui realizza i maggiori edifici pubblici come Palazzo Muzi, a Teramo e il palazzo Terlizzi e la chiesa del Sacro Cuore ad Ascoli.

In collaborazione con il decoratore Giuseppe Pauri di San Benedetto del Tronto, realizza il bellissimo altare in legno della chiesa della Madonna dei Lumi a Civitella del Tronto. A Grottammare realizza tra l’altro l'edificio scolastico "Speranza" (1910-1912), il Monumento ai Caduti e la tomba dei Marchesi Laureati.

Tra le opere ingegneristiche e di interesse generale vanno ricordate l’incanalamento e la sistemazione del fiume Tronto, opera grandiosa e fra le prime del genere realizzate in Italia.
Redige studi di massima insieme all’ing. Cesari per una tranvia Ascoli-San Benedetto del Tronto, non costruita per il mancato sussidio dello Stato. Progetta il tracciato stradale da Civitella del Tronto a Sant’Egidio alla Vibrata, consentendo così di collegare Teramo con l’alta Vibrata. Individua una sorgente di acqua minerale nella sua proprietà nella fraz. Santa Reparata di Civitella del Tronto.

Oltre alle opere architettoniche più importanti citate, ce ne sono molte altre di minore rilevanza, che, se non si possono con certezza attribuire a Pilotti per la mancanza di documentazione, si possono ricondurre direttamente al suo stile e alla sua visione artistica.
Si tratta di edifici meno sfarzosi e ricchi, per la maggior parte pubblici: scuole o edifici amministrativi, eretti negli anni 30-50, nelle città così come nei piccoli centri e nelle campagne, con la funzione nella maggior parte dei casi, di alfabetizzare le masse e favorire lo sviluppo economico.

Rappresentano una testimonianza meno eclatante, ma non meno importante perché esaltano i caratteri più autentici e caratterizzanti della concezione artistica di Pilotti. Inoltre, con la loro diffusione specialmente nel nostro territorio e ripetitività dei tratti peculiari, rappresentano dei riferimenti estetici preziosi per la formazione individuale della coscienza del bello.

Di queste opere più vicine a noi si possono citare le scuole lungo la strada Val Vibrata Sp.259 all’altezza di Paolantonio di Sant’Egidio, la scuola Rurale a Sant'Egidio alla Vibrata, la scuola di Garrufo di Sant’Omero e quella di Sant’Omero nel centro storico, il palazzo delle Poste centrali di San Benedetto del Tronto e la Casa del Pescatore pure a San Benedetto del Tronto.

Il progetto dell’edificio Residenza della Marina ripropone i principi dell’opera di Vincenzo Pilotti, perseguendo l’ideologia del Razionalismo Italiano.

L’edificio è caratterizzato dalla scansione delle parti che lo compongono (due blocchi esterni e quello centrale con i due corpi scala-ascensore) messe in evidenza conferendogli forme elementari cioè parallelepipedi, e utilizzando rivestimenti differenti dal forte contrasto cromatico come il travertino e il laterizio trafilato liscio. È assente ogni accessorio puramente decorativo o superfluo ed ogni elemento presente appare naturale e misurato in relazione all’insieme. Ne deriva una visione complessiva pulita e semplice ma allo stesso tempo rigorosa e importante.

I canoni estetici e i valori progettuali trattati, al contrario di qualche analisi culturale viziata dall’ideologia politica, sono un riferimento di prim’ordine e lo saranno ancora per chi sa quanto tempo, dal momento che i loro principi propulsivi non si sono ancora esauriti. Basti pensare all’evoluzione delle tecniche costruttive sempre più finalizzate all’ottimizzazione dei tempi e dei costi, e all’evoluzione della nostra società con la richiesta di spazi sempre più a misura d’uomo.

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